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Domenica 22 Novembre 2009 22:08

Calcio e intolleranza


 

 

«Razzismo anche tra i ragazzini»


La denuncia della Figc di Treviso: una mancanza di cultura

Il presidente Filippetto «Episodi frequenti nelle nostre partite» Il razzismo nel calcio esiste: anche tra i più giovani, anche qui a Treviso. Lo conferma il presidente della Figc provinciale, Ennio Filippetto, che ieri mattina è intervenuto alla presentazione della scuola dei «Draghi», la scuola del tifo corretto.
Per sconfiggere razzismo e violenza bisogna lavorare sulla cultura, anche dei più grandi: questo è ad esempio il lavoro della cooperativa «Comunica».

La cooperativa dedicherà anche delle giornate di incontro con i genitori, oltre che incontri plenari con i ragazzini, e la partecipazione agli eventi sportivi di Sisley volley, Benetton basket, Benetton rugby e calcio Treviso. «E' importante che impariate il rispetto per gli altri, da avversari e da giocatori - ha detto Filippetto rivolgendosi ai circa 80 ragazzini delle scuole elementari e medie venuti a rappresentare i circa 3000 che saranno interessati dal progetto - Nella nostra federazione abbiamo 1024 giocatori extracomunitari tesserati, e purtroppo registriamo episodi di razzismo anche a piccole età».

Manca la cultura del rispetto e della sconfitta. «Valori che non più tardi di quattro giorni fa il rugby ha mostrato a oltre 4 milioni di persone che tra San Siro e la televisione hanno potuto gioire e fare festa per una sconfitta dell'Italia contro la Nuova Zelanda, con bianchi, neri, maori e argentini che a fine gara si sono abbracciati».

«Sosteniamo il progetto dei "Draghi" perchè crediamo nel valore educativo dello sport - è il pensiero del presidente della Provincia, Leonardo Muraro - che va inculcato ai nostri figli fin da piccoli. Fare sport significa anche imparare a soffrire e a far fatica, il rugby ce lo dimostra ogni giorno».

Il calcio invece è purtroppo spesso foriero di brutti esempi. «E' della scorsa settimana la notizia dell'allenatore della squadra allievi dello Zero Branco licenziato dalla propria società perchè diseducativo nei confronti dei ragazzi dopo aver preso una squalifica di oltre 6 mesi per l'aggressione a un arbitro ventenne. Cosa insegniamo ai nostri ragazzi?».

Anche per questo la Provincia in collaborazione con la Figc provinciale ha indetto per il 28 novembre un convegno «Educare al tifo» per sensibilizzare sulla cultura sportiva. «Va cambiato il modo di vedere lo sport - ha ribadito il presidente provinciale del Coni, Giovanni Ottoni - non dobbiamo più parlare solo di spettacolo, ma di fenomeno culturale».(17 novembre 2009)

 

Emanuele Spironello

Tratto da “la tribuna di Treviso”

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Complimenti alla provincia e alla f.i.g.c. di Treviso, mi auguro che anche dalle nostre parti venga fatto qualche cosa del genere
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