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Curiosità mediche


Lo sport è un aspetto fondamentale della vita della mamma? Lo sarà anche per il figlio.

 Le donne che durante la gravidanza si mantengono attive trasmettono questa buona abitudine anche ai loro figli. Una ricerca condotta presso l’Università di Bristol ha preso in esame 5.500 bambini di 11/12 anni e ha scoperto che se le mamme in gravidanza non smettono di fare esercizio fisico e si mantengono attive, i loro bambini avranno maggiori probabilità di essere attivi e non sedentari nella prima adolescenza.
Calum Mattocks, responsabile dello studio, ha spiegato sulle pagine del British Medical Journal, che è tutta questione di abitudine: se le mamme sono abituate a fare sport e non smettono durante la gravidanza, prendendo naturalmente le dovute precauzioni (come evitare attività sportive troppo faticose), e anche nei primi anni di vita del bambino, daranno l’esempio ai loro figli che vivranno lo sport come una componente ‘naturale’ della vita.
I ricercatori hanno prima seguito le mamme durante la gravidanza misurando il livello di attività fisica svolto, e poi hanno verificato il grado di attività sportiva dei bambini. È emerso, così, che i figli di donne che per tutta la gravidanza erano andate in piscina o erano solite fare lunghe passeggiate, risultavano più attivi del 4% rispetto ai figli di donne sedentarie. Un dato che a prima vista può sembrare poco significativo, ma che riveste una certa importanza se si pensa che negli ultimi decenni il tasso di obesità infantile è cresciuto fino a raggiungere livelli allarmanti.
I ricercatori hanno sottolineato che “è ben noto che i bambini imitano i comportamenti e le abitudini dei genitori, sia in fatto di sport sia a tavola: pertanto, dare il buon esempio è il primo passo per prevenire obesità e le patologie ad essa correlate”. 

 

 

 

Bastano due tazzine di caffé per alleviare i dolori e la sensazione di indolenzimento dopo l'attività sportiva:

  uno studio USAUno studio condotto dal Dipartimento di Kinesiologia dell’Università della Georgia (USA) e pubblicato sul Journal of Pain ha dimostrato che sono sufficienti due tazzine di caffè dopo una partita di tennis, una nuotata o un leggero allenamento per ridurre i dolori e quella sensazione di indolenzimento che colpisce in particolar modo coloro che sono fuori allenamento.
Dopo aver preso in esame gli effetti esercitati dal caffé dopo una partita o un allenamento in nove studentesse non dedite a regolare attività fisica, gli studiosi statunitensi hanno evidenziato che, dopo soli due giorni di semplici lezioni di ginnastica, in quelle giovani a cui era stato offerto del caffé sessanta minuti dopo l’allenamento, il dolore si riduceva del 50% in più rispetto alle ragazze che non avevano assunto affatto caffé.
“Possiamo definirla una ricerca limitata – ha spiegato il coordinatore dello studio, Patrick O’ Connor – perché effettuata unicamente su persone non-amanti del caffé: è probabile che, assunto tutti i giorni e più volte al giorno, l’effetto anti-indolenzimento possa ridursi. Va, però, sottolineato che l’aspirina, ad esempio, riesce a ridurre soltanto del 25% i dolori da sport e, dunque, il 50% di disturbi in meno è un risultato davvero notevole”.
 

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