Pessotto: "La mia nuova vita con i baby bianconeri"
L´ex calciatore ora è il responsabile organizzativo del settore giovanile: un bell´ambiente, voglio proseguire nel lavoro di Ferrara. Il campo è il suo mestiere. L´ha calcato da calciatore, scorrazzando su e giù per la fascia in tanti anni da professionista; lo ha vissuto intensamente anche quando ha smesso di giocare e ha fatto il team manager. Adesso cambia ancora ruolo e torna al primo amore, i giovani. Gianluca Pessotto è il nuovo responsabile organizzativo del settore giovanile bianconero, per intenderci il numero due di Castagnini. E si appresta a giocare un´altra importante partita di una carriera che l´ha sempre visto protagonista, proprio nei giorni in cui incassa il Premio Coni per il "La partita più importante", libro scritto con Marco Franzelli e Donatella Scarnati. Ex calciatore, dirigente, scrittore. Come la possiamo chiamare? «Mi chiami Gianluca, nella semplicità della parola credo ci sia tutta la semplicità del mio essere. Anche perché spesso le etichette danno indicazioni ingannevoli». Che cosa rappresenta per lei il nuovo compito legato ai giovani? «È una opportunità unica. Il diesse Secco mi ha aperto questa porta, mi ha chiesto di scegliere». E lei ha scelto i giovani? «Guardi, il ruolo di team manager che ho svolto per due anni e mezzo mi ha permesso di addolcire il passaggio dal campo alla scrivania. Lavorare con i giovani rappresenta il secondo gradino dei sogni da realizzare». Ma è proprio così difficile lasciare il calcio giocato?«È un passaggio delicato. E non soltanto per la testa, per le emozioni, per il fatto di non essere più protagonista. Lo è anche a livello chimico del corpo». Cioè? «Lasci allenamenti durissimi e finisci per lavorare dieci volte di più. Ma è un´attività che non prosciuga meno dentro. Quindi devi riassettare il corpo, in una fase della vita in cui tutti è più complicato». E nel suo caso? «A me piace vivere ogni emozione in modo totale. Comprese le delusioni». Che cosa insegnerà Pessotto ai giovani?«Oltre al mio modo di vedere il calcio, spero di trasmettere esperienza e soprattutto passione. Ma sarà uno scambio reciproco: loro mi trasmetteranno entusiasmo, sogni ed emozioni». E poi? «Poi si lavora: Passerò le consegne a Boaglio, e prepareremo la nuova stagione con il mio capo Castagnini». Obiettivo? «Conservare la filosofia di questi anni, proseguire nel lavoro di Ferrara. Si respira una bella aria, avremo il nostro bel daffare». Fabrizio Turco |
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