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Gli anni 80


90° minuto

Con Paolo Valenti a guidare 90° minuto è stato un appuntamento cardine della programmazione televisiva degli anni 80, quando il massimo che si riusciva a vedere era la registrazione di un tempo di una partita giocata nel pomeriggio..e la sigla del programma annunciava a tutti, amici e parenti, che era ora di mettersi davanti al teleschermo. Quando non c'era Sky o il digitale terrestre, e l'unico calcio di domenica era la sintesi di un tempo di una partita di serie A, alle 18,15 il popolo calciofilo scattava davanti ai teleschermi, dove con affabile cortesia Paolo Valenti ci faceva vedere i gol delle partite, e teneva a bada un esercito di inviati dai campi, molto più simili a maschere della commedia dell'arte che a giornalisti. Gianni Vasino da Milano, con la sua faccia cinerea, che si beccava con "o guappo" Luigi Necco da Napoli, sempre in mezzo a frotte di tifosi, Giorgio Bubba da Genova, più che un uomo, un'onomatopea, Marcello Giannini da Firenze, Cesare Castellotti da Torino, più impietrito della Mole, e poi il mitico Tonino Carino da Ascoli, che pensava che la sua partita fosse sempre la più importante. E da Roma, Bisteccone Galeazzi 50 chili fa, senza dimenticare Ferruccio Gard da Verona, che con il suo fisico da impiegato del catasto fu il primo testimone dello scudetto del Verona. Tutto questo, e anche la serie B, nei 45 minuti più visti del calcio settimanale, quando un 13 ti poteva ancora cambiare la vita, nel programma che per me significava inevitabilmente che il fine settimana era finito..  

Il processo del lunedì 

Un altro programma di culto, con il rosso Aldo Biscardi da Larino che come un esperto ammaestratore di leoni stuzzica i suoi ospiti, e mentre fà finta di abbassare i toni polemici, mette in mano al pubblico cartelloni da ultras. Nato per discutere a freddo i temi della domenica calcistica, diventa in breve sotto la direzione di Biscardi uno show, con i suoi figuranti sempre pronti alla rissa verbale, sempre in disaccordo (finto) sui motivi calcistici della domenica, e con una batteria di vallette mute che danno un tocco di grazia al programma. Ma nonostante tutto, il processo di Biscardi, sempre pronto ad erigersi tribuno della plebe calcistica, ma altrettanto pronto a inchinarsi ai potenti, ha un successo clamoroso, e con i numeri dell'auditel il Biscardone mette a tacere i suoi detrattori. Con infinite imitazioni sulle tv locali, e addirittura una smaccata clonazione: "L'appello del martedi", con Maurizio Mosca e il mago Herrera..  

Il Subbuteo

Quando non c'era ancora il fantacalcio, la fantasia degli incalliti tifosi in erba si esprimeva su un rettanglo verde di feltro, manovrando con abili colpi in punta di dita piccole figurine di calciatori attaccati a una base semisferica, il cui compito era portare in rete un pallone molto più grande di loro, superando un portiere che si muoveva attaccato a un'asta metallica. Non è stato tanto il semplice giocarci che ha reso il subbuteo un amico indimenticabile per moltissimi bambini di fine anni 70 e inizio anni 80, ma tutto quello che c'era intorno: la cura con cui si riparavano con la colla gli omini che si rompevano (in genere all'altezza delle ginocchia), la possibilità, quando si riusciva a mettere via qualche liretta, di comprare nuove amenità quali la figurina dell'arbitro, le tribune e i tifosi, addirittura le luci per le notturne o i giocatori fermi nell'atto di compiere una rimessa laterale, o battere un calcio d'angolo..e poi le squadre incredibili che si scoprivano, quando dalla scatola imparavi che la maglia neroazzurra non era solo quella dell'Inter o dell'Atalanta, ma anche del Pisa, o del Brugges, o di qualche squadra danese, e poi squadre esotiche come il Racing di Avellaneda, l'Independiente, il Penarol, Il Falkirk. Grande, un ricordo di quando il calcio era ancora solo uno sport e un motivo per sognare. 

Le figurine dei calciatori

Non é tanto il fatto che ho imparato a leggere con l'album delle figurine, nè quei personaggi mitici che affiorano dal passato: Mozzini, Bet, Tavola, Frustalupi, Bini, Bachlechner.. Marocchino, Spinosi, Maldera (III), Cordova...e non sono nemmeno i pomeriggi passati a imparare l'arte della contrattazione per cercare di ottenere le 5 figurine che ti mancavano per finire l'album, o le infinite partite a rosso e bianco o a muro...e in fin dei conti, non è nemmeno il ricordo dei mitici doppi scudetti della serie C2, con squadre come il Casale, il Casarano, il Derthona, il Fanfulla...Niente di tutto questo, è l'odore delle figurine dei calciatori che mi fà stringere il cuore in un moto di compassione per un bambino che ormai è più di 20 anni indietro nel passato..l'odore, ragazzi..che meraviglia l'odore delle figurine Panini..per me sarà sempre l'odore degli anni 80... 

Il super tele

Dici Supertele e per noi maschietti degli '80 é come dire Barbie per le ragazze: un mito da venerare, un'icona indimenticabile del tempo che fu...venduto nell'immancabile cordicella tagliadita a 500 lire, il tele era più rassicurante della mamma, perché sapevi che anche a bucarne tre in un pomeriggio, si riusciva sempre a fare la colletta per comprarne un altro, e poi un altro ancora..caratterizzato dalla incredibile leggerezza, era il terrore dei portieri per le traiettorie impossibili che assumeva, magari dopo una puntata maligna dell'attaccante. Inutilizzabile negli spazi aperti e nei giorni di vento, quando veniva sostituito dal più solido Super santos, se non addirittura dal maestoso Tango, ha formato generazioni di rapaci dell'area piccola e di portieri falliti, che affogavano la disperazione per l'ennesima brutta figura con una gazzosa doppia..  

 

Tratto da www.anni80.info