| «Arbitro, mi sono buttato mi scusi, non è rigore...»
IL DIRETTORE DI GARA E’ stato un gesto onesto che nel calcio capita di rado: sono rimasto a bocca aperta.
MONTA’ (PD). «Signor arbitro, mi sono buttato, non è rigore». Sono state le parole di Leonardo Scalabrin, attaccante del Montà, nel match del campionato amatoriale Libertas tra la sua squadra e i Lovers Brugine. Un gesto di fair play inconsueto che ha portato il direttore di gara, Giuliano Varise, a rivedere la sua decisione e l’esperto bomber sul trono degli eroi. «E’ stato un fatto di onestà che purtroppo nel calcio non c’è più. - sottolinea l’arbitro della gara - E’ da elogiare una cosa del genere. E pensare che io ero sicuro fosse rigore. Siamo rimasti tutti a bocca aperta. Questo è un gesto che può educare i giovani». Un gesto, che è costato la partita al Montà. L’episodio di fair play, avvenuto con le due squadre sul 2-2, ha lasciato via libera ai Lovers impostisi per 5-3: «Sono tanti anni che gioco a calcio e magari col tempo sono cambiate le cose, sei meno furbo.-è il primo commento di Scalabrin, 33 anni, nato a Chiesanuova e residente a Montà-Ti interessa di più che la partita vada sui binari giusti. La gara era nervosa. Mi ero lasciato cadere e ripensandoci ho pensato che non era giusto e che ero un cretino. Qualcuno non l’avrebbe fatto. A fine partita gli avversari mi hanno proposto una birra, mentre i miei compagni in modo scherzoso hanno minacciato di picchiarmi». Lo rifarebbe? «Certo.-ammette Scalabrin, che nella vita gestisce un rimessaggio di roulotte a Montà-Con l’età che c’ho. Sono sempre stato corretto. Sono sempre stato il bravo ragazzo di turno. Sono stato espulso solo un paio di volte in carriera e sempre per proteste». Cresciuto nel Chiesanuova, l’attaccante dal cuore buono, ne ha girate di squadre dei campionati minori prima di finire tra gli amatori. Federico Franchin Tratto da “Il corriere di Padova” (06 aprile 2009) |
Comments