Ora il calcio dilettanti lancia l’allarme rosso
Sponsor in fuga, pagamenti sospesi In certi casi si arriverà a rinunciare alla categoria Vari club faticano ad arrivare a fine stagione e prevedono netti tagli per il prossimo anno La Portuense: «Basta con i rimborsi» Il Reno: «Abbiamo l’acqua alla gola»
FERRARA. La crisi economica è reale. Colpisce aziende, famiglie, dirigenti. Arriverà a toccare, se non l’ha ancora fatto, tutti i settori, a condizionando la nostra vita. La crisi sta colpendo anche le società di calcio, direttamente associate per il reperimento dei fondi alle aziende. «Siamo impegnati a chiudere con dignità la stagione - confessa Matteo Buldrini, dirigente del Mirabello, prima società ad annunciare il taglio dei rimborsi spese per mancanza di liquidità -. Gli sponsor ci hanno abbandonato. Le prospettive sono di grande ridimensionamento, ma l’idea di sparire non è nei nostri pensieri. Gli sforzi sono stati tanti che sarebbe un peccato gettare tutto». La seconda società a uscire allo scoperto è stata la Portuense di Maurizio Bariani: «Le società con settore giovanile saranno avvantaggiate. La nostra strategia sarà inserire in prima squadra giovani ora alla Juniores, altri mandati in prestito e alcuni debuttanti adesso in campionato. Non rinunceremo alla categoria, ma gli atleti rossoneri non percepiranno più rimborsi spese. Non avremo problemi se qualcuno non starà alle condizioni». Rimanendo in Prima, la categoria forse più colpita, l’Olimpia Quartensa ha attraversato un periodo buio: «A mio avviso - dice il d.s. Paolo Viaro - le società sono impreparate e superficiali. La crisi è dovuta alla pessima usanza di riconoscere a sportivi occasionali un merito economico che al 99% non dovrebbero avere. Servirebbe una dose morale più elevata. Prima di Natale siamo rimasti senza finanziamenti per il ritiro di alcune aziende. L’allarme è rientrato. Onoreremo gli impegni. L’anno prossimo arriverà un ridimensionamento forte, che potrebbe portare all’abbandono della categoria». Salendo in Promozione, il Sant’Agostino ha già pronto un piano e la critica nei confronti della Federazione: «Se adesso vi sono 14 giovani in rosa - dice Lauro Perelli - in futuro ve ne saranno almeno 18, è l’unica alternativa. Mi aspettavo segnali dalla Federazione: incontri, circolari, sostegno. Nulla di ciò». Il collega Romano Albieri - d.g. dell’Emmetre - afferma: «Gli impegni delle aziende sono slittati a fine stagione. I rimborsi continuano ad essere erogati per l’intervento diretto del presidente Manarini. La situazione di classifica non è dovuta a difficoltà economiche, ma a risultati non positivi. La stagione futura ci vedrà ridurre le spese del 50%». «Fino al termine del campionato - spiega il presidente del XII Morelli, Ermes Govoni - non avremo problemi. Prevedo un 2009/10 molto brutto. Non ho interpellato gli sponsor. Credo che la quota rimborsi diminuirà della metà. La sagra in paese reperisce 1/5 dei fondi, ma non voglio spendere male quei soldi incassati col lavoro di oltre 150 volontari». Reno Centese vive una situazione forse più drastica: «Arriveremo a fine anno - commenta il vice presidente Orlando Simonati - con l’acqua alla gola. Alcuni partner non rispondono. Rimarremo in categoria, ma con costi dimezzati. Tutto verrà investito nel vivaio». «I piani societari - puntualizza Gabriele Montanari, presidente della Copparese - saranno decisi a fine campionato. Molto dipenderà dalla categoria. E’ indubbio che gli sponsor siano diminuiti: per quando ci riguarda del 40%. Sono convinto che la crisi sia l’occasione per ridimensionare un po’ questo mondo». Enrico Menegatti
Tratto da La Nuova Ferrara (02 aprile 2009) |
Comments