Addio Diego Alcalà Rivero, 9 anni, altra vittima a bordo campo
27-02-2009 È morto ieri un giovane calciatore delle giovanili dell’Atletico Madrid, Diego Alcalà Rivero, di soli 9 anni. Diego era rimasto gravemente ferito sabato, quando, mentre stava disputando la gara tra Las Rozas e Atletico Madrid su un campo in erba artificiale, è stato colpito, per cause ancora da accertare, dalla copertura della panchina, perdendo conoscenza e riportando un serio trauma cranico. Vista la gravità veniva subito trasportato in elicottero all’“Hospital 12 de Octubre”. Purtroppo ieri mattina Diego non ce l’ha fatta. Dall’Atletico Madrid sono arrivate subito "le più sincere condoglianze" attraverso il sito web "a nome della grande famiglia rojiblanca". "L’Atletico vuole ringraziare pubblicamente per le innumerevoli dimostrazioni di appoggio ed affetto ricevute da tutta la Spagna. Tratto da www.associazionealessandrobini.org Muore a nove anni, insicurezza senza confini.
Un altro lutto per la morte accidentale di un giovane calciatore spagnolo di nove anni funesta questo mondo del calcio, dove tutto avviene per cause specifiche e lasciamo, per favore, da parte la casualità: un tetto di una panchina non crolla perché si è allentato un bullone, ma per un ben preciso cedimento strutturale. Diego non può più dare colpa alla malasorte, alla sfortuna, di essere stato nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. Lui era solo un ragazzo di 9 anni che era in panchina, pronto a sostituire un compagno al segnale del mister, ma quei suoi occhi non percepiranno più il verde dei campi di calcio, il profumo del pallone di cuoio, sentire le raccomandazioni del mister e poter correre dietro una sfera dai mille colori. Il pensiero va a tutte le morti o gli incidenti gravi o meno analoghi ed assurdi che capitano ogni anno sui campi di calcio o nelle sue vicinanze e ci chiediamo ma erano proprio inevitabili? Fanno parte solo del fato e mai della negligenza umana? Si potevano evitarne, almeno alcuni, con un po’ più di attenzione alla sicurezza, alla prevenzione, alla manutenzione? Si scrivono milioni di parole su questi argomenti, ma la situazione non cambia l’anno successivo a quello in corso. Niente interviene a far sì che ci sensibilizzi di più su queste cose e del fatto che ogni Presidente di Società si deve chiedere se sarà lui la prossima persona indagata per questi reati, come responsabile riconosciuto dalla struttura sportiva. Fare processi o emettere sentenze senza un reale processo non fa parte del nostro bagaglio culturale, ma ripetiamo con tutto il fiato che abbiamo nei polmoni, con tutta la forza dell’esperienza passata, con il senno del poi di non abbassare la guardia su questi argomenti e cerchiamo di rendere un gioco un momento di divertimento e non di disperazione. Deve venire il giorno che tutto ciò non debba accadere più! Questi sono fatti che non hanno confini né limiti; capitano dove devono capitare e lasciano allibiti tante persone, non solo gli amici e i parenti delle vittime, ma anche le persone che ragionano con il proprio cervello. Tratto da www.calciorosazzurro.it |
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