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Il mio derby

 

Attaccanti di razza o goleador per un giorno, la galleria delle sfide fra Inter e Milan ha eroi speciali Comete come Hateley e Minaudo o campioni del calibro di Van Basten, Altobelli, Rivera e Ibra 

Boninsegna, De Vecchi & C."I nostri gol hanno fatto storia" I

l rossonero Virdis "Ricordo ancora la rete che ventuno anni fa ci lanciò verso la vetta" Il nerazzurro Beccalossi "Prima della partita non dormivamo per una settimana di fila"  Ognuno a modo suo.

Da campione di razza eletta o da protagonista di un giorno, da attaccante puro o da mediano che si inventa goleador.

La galleria del derby ha eroi speciali: Van Basten e Altobelli, Weah e Ibra, ovvio. Le comete, Attila Hateley che vola su Collovati e il bimbo Minaudo. Storici habitué come Oriali e Maldera, Serena e Massaro.

Ne abbiamo scelti sei, ci siamo fatti raccontare il loro derby del cuore.

Roberto Boninsegna, Inter-Milan 2-1, 2 dicembre 1973. Quell´anno, tra campionato e Coppa Italia, i nerazzurri fanno cappotto: quattro derby su quattro. «Pronti-via, 13 secondi e segno. Due scambi, mi arriva un pallone in mezzo, non faccio nemmeno in tempo a vedere chi mi crossa o chi mi sta marcando, credo Anquilletti. Erano stagioni un po´ così, noi e i cugini al vertice, ma c´era la Juve a dominare il campionato e il derby ti salvava la stagione».

Pietro Paolo Virdis, Milan-Inter 2-0, 24 aprile 1988. Cugini travolti, Napoli nel mirino, un mese dopo sarà scudetto. «Un ricordo fantastico, l´Inter faticava a uscire dalla sua metà campo, il risultato fu senz´altro stretto. Il mio gol? Pressing alto, intercetto un appoggio di Passarella, dribblo Zenga e segno sotto la curva. Ci volle un po´ per assorbire il calcio di Sacchi: imparammo a giocare sulla fatica e a pressare sempre. Tutti: i vecchi come me, Maldini che era nato vecchio, gli olandesi».

Nicola Berti, Milan-Inter 0-1, 18 novembre 1990. Trap batte Sacchi, ma lo scudetto andrà alla Samp. «Cinque minuti dalla fine, esulto sotto la curva rossonera e mi guadagno la loro stima, diciamo così cross di Klinsmann dalla riga di fondo, buonissimo, entro e segno il gol che tutti volevano segnare. Era un Milan stellare, pressavano sempre. Rijkaard un signore, Ancelotti il più tignoso, ma io bastavo per tutti e due. Ed era più sentito il derby, se incontravi un cugino in un locale uscivi subito».

Walter De Vecchi, Inter-Milan 2-2, 18 marzo 1979. Sofferenza, rimonta e scudetto della stella. «Noi in testa, ma pieni di acciacchi. Arbitro: Agnolin. L´Inter è in forma, Albertosi para un rigore ad Altobelli, segna Oriali e poi Spillo. Nel finale, per orgoglio e disperazione, torniamo a giocare da capolista. Capello mi tocca una punizione rapida e ne segno uno, poi al 90´ un destro che passa in mezzo a tante gambe e Bordon non vede. Il tiro ce l´avevo: la regola era che se non segnavi quattro o cinque gol a stagione, non eri da Milan».

Evaristo Beccalossi, Inter-Milan 2-0, 28 ottobre 1979. Doppietta di Evaristo «scusate se insisto», lo scudetto cambia maglia. «Uno al volo, bello. L´altro dopo grande azione di Muraro, non potevo sbagliare. Campo ancora di rendita da quel derby. Non ci dormivamo la notte, in ritiro, per una settimana: i veterani Oriali, Bini, Baresi e Bordon a caricarci, io a consumare sigarette e l´allenatore Bersellini che faceva finta di non vedere. Poi correvo, sì: ma dalla metà campo in su».

Gianni Rivera, Inter-Milan 2-3, 28 novembre 1971. Il più grande di tutti sceglie il più curioso. «Segnai il 2-1 ma eravamo pari a cinque minuti dalla fine. Rinvio in area di Burgnich che colpisce Bigon tra polpaccio e sedere, pallone in porta, vinciamo 3-2. Ne ho giocati altri più belli, più divertenti, ma quello è il sogno di ogni tifoso. Vincere in qualsiasi modo, a prescindere, perché te lo chiede la gente».  

Massimo Pisa  

Tratto da La Repubblica Milano(13 febbraio 2009)

 
  

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