Home
Stampa E-mail
  Coverciano  05 dicembre 2008  

                                

                 C’erano una volta i portieri   

 

Stage azzurro con Castellini:
«Troppi stranieri scarsi» 
 

La scuola italiana dei portieri è sempre la migliore. Non ha dubbi Luciano Castellini, ex numero uno del Torino e della Nazionale, oggi allenatore dei portieri dell’Under 21: a termine dello stage di 4 giorni voluto dalla federcalcio per rilanciare una categoria un pò in crisi, l’ ex “giaguaro” si erge a difesa dei novelli Buffon e lancia un invito ai club. «Ora c’è bisogno di coraggio da parte delle società - afferma Castellini - coraggio nel far crescere i portieri e soprattutto nel farli giocare lasciandoli anche liberi di sbagliare.

All’estero molte squadre hanno tra i pali giovani di 18-19 anni, da noi si vogliono esperti. Ma l’esperienza si fa solo giocando». Problema che ormai da qualche campionato riguarda un po’ tutti i giocatori italiani, ma soprattutto i portieri.
Castellini, che ha valutato a Coverciano, con gli ex colleghi Ivano Bordon e Andrea Pazzagli, 23 tra i migliori numeri uno dalla A ai Dilettanti tra i 15 e i 18 anni, selezionati dal responsabile Under 16 Antonio Rocca, tiene a precisare di non avercela con gli stranieri (anche se quelli tesserati in Italia attualmente sono ben 22) ma fa dei distinguo: «Ben vengano, ma solo se bravi, come Julio Cesar, Frey, anche Doni. L’errore si fa quando ci si affida a giovani stranieri, una scelta discutibile».
Anche se, come sottolineato da Pazzagli attuale responsabile dei portieri delle rappresentative azzurre giovanili, acquistare all’estero costa di meno. Ed è questa la principale ragione per cui i club italiani preferiscono pescare fuori dai confini: se la scelta va bene è un colpaccio, se va male la rimessa è di pochi euro.
In ogni caso prevale l’ottimismo: «In questi giorni - ha spiegato Castellini - abbiamo raccolto dati molto confortanti. Significativi poi si sono rivelati gli incontri con Buffon e Peruzzi, aiuteranno i ragazzi a crescere e daranno una mano all’intero movimento».
Non è il primo stage della federcalcio per i baby portieri, è la prima volta però che all’iniziativa si è voluto dare un grosso riscontro per la situazione delicata della categoria: oltre ai consigli tecnici e umani di Buffon e Peruzzi i ragazzi hanno svolto in due scaglioni sei allenamenti ed effettuato alcuni test innovativi.
«Purtroppo - ha detto Pazzagli - il problema principale oggi pare essere la fragilità di carattere, tanti soffrono critiche, errori, pressioni. Ecco perchè bisogna aiutare i giovani a crescere più sicuri.

 Per il resto si può stare sereni: nelle scuole calcio ci sono almeno 4 portieri per squadra».

E fra questi un nuovo Buffon nascerà di sicuro. 

Tratto da  “Il tirreno”

 

Se volete commentare questo articolo ,fatelo sul guestbook

 
  

Comments

Name *
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Submit Comment