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  Norme comportamentali di un allenatore

Chi intraprende l'attività di allenatore di calcio, sia a livello professionistico che sopratutto a livello amatoriale, dovrebbe trasmettere ai propri giocatori valori come rispetto, sportività, civiltà ed integrità che sono le fondamenta di qualsiasi sport.

Il comportamento di un allenatore dovrebbe essere un esempio per i propri atleti; infatti particolarmente nelle categorie con i più piccoli la figura dell'allenatore è un modello con una influenza molto pesante; per questa ragione gli allenatori devono considerare come propria responsabilità la trasmissione dei valori precedentemente indicati.                                        Alcuni punti fondamentali che gli allenatori dovrebbero avere bene chiari e sempre in mente sono:                                                                  l'importanza del risultato non dovrebbe mai mettere a repentaglio la salute e l'integrità fisica degli atleti. La vittoria non è altro che il risultato di una serie di fattori quali la preparazione fisica, tecnica, tattica e psicologica della squadra. Il gioco del calcio non deve mai impedire al giovane di ottenere buoni risultati sotto il profilo scolastico: insieme alla famiglia ed alla scuola, l'allenatore dovrebbe svolgere un ruolo attivo nell'educazione dell'atleta.L'allenatore deve sempre rispettare e far rispettare dai propri atleti, le regole del calcio. Non deve per nessuna ragione cercare di ottenere vantaggi attraverso comportamenti antisportivi sia propri che dei propri atleti.La diagnosi ed il trattamento degli infortuni sono un problema medico, di conseguenza gli allenatori devono fare in modo che gli infortunati vengano trattati da personale qualificato.Gli allenatori sono responsabili del comportamento dei propri giocatori ed hanno il dovere di stigmatizzare tutti gli atteggiamenti antisportivi incoraggiando il fair play sia negli allenamenti che nelle gare.Gli allenatori devono mettere gli arbitri nelle condizioni di svolgere la propria attività il più serenamente possibile attraverso un atteggiamento rispettoso e corretto ed evitando di incentivare atteggiamenti scorretti dei propri atleti.Gli allenatori devono evitare atteggiamenti dissenzienti ed aggressivi nei confronti della panchina avversaria.Gli allenatori hanno il dovere di dare sempre il massimo verso i propri atleti, aggiornandosi continuamente ed ampliando le proprie nozioni tecnico-tattiche, fisiologiche, medico-sportive e psicologiche.Un allenatore ha sempre qualcosa da imparare da un collega, per questa ragione confrontarsi con i colleghi è da considerarsi fonte di aggiornamento.  

Correggere e Suggerire                           

La bravura di un allenatore/istruttore, in particolare del settore giovanile e di società dilettantistiche, è riconducibile alla capacità di trasmettere le proprie conoscenze tecniche, tattiche, atletiche, comportamentali affinchè i propri allievi/atleti ne diventino padroni e se possibile, mini-calciatori dotati di un sano spirito agonistico. Logicamente ed anche in modo più accentuato che tra i professionisti, il grado di preparazione varia da istruttore/allenatore ad istruttore/allenatore; ciò che deve accomunare è il modo col quale proporre le attività ai ragazzi per ottenere dei risultati apprezzabili.                               L’allenatore deve correggere e suggerire, non rimproverare!!!    

Il rapporto coi bambini deve essere di tipo autorevole ma non autoritario: l’istruttore/allenatore può ricoprire un ruolo di comando anche senza comportarsi da ‘dittatore’; si possono stabilire regole e farle rispettare anche senza minaccia e senza punizione, tutto sta nel creare un corretto rapporto di fiducia fra ragazzi e istruttore/allenatore ed anche fra i ragazzi stessi.Attenzione però che come non è efficace la figura dispotica dell’allenatore, così anche quella dell’allenatore ‘amico’ non ha lunga durata: rischia di venire sopraffatto dal gruppo che non riesce più a distinguere il momento serio dal momento scherzoso, il divertimento dall’impegno.Gli allievi devono ricevere dagli istruttori/allenatori insegnamenti: non si dovrebbe sgridare un giocatore per un errore ma guidarlo alla soluzione del problema che non ha saputo risolvere da solo, dandogli indicazioni utili a tal fine; riguardo una situazione di gioco si dovrebbe dirgli cosa avrebbe dovuto e non cosa non avrebbe dovuto fare!...senza addentrarci in disquisizioni relative a metodo induttivo e deduttivo...Primo quesito: "E’ preferibile un allenatore mediamente preparato, magari senza ‘patentino’, ma che ‘ci sa fare’ con i ragazzi e riesce a trasmettere loro il 100% delle proprie conoscenze oppure un allenatore superaggiornato il cui primo obbiettivo è dimostrare il proprio valore, angosciato dal fatto di non vedere tradotti in risultati apprezzzabili i propri sforzi bisettimanali? Ha senso bombardare di informazioni biomaccaniche un ‘piccolo’ che non sa calciare bene la palla? O è preferibile non sapere neanche cos’è la biomeccanica del gesto ma intervenire in maniera adeguata per raggiungere lo scopo"?Da quanto detto sopra si evince come sia più importante il COME del COSA si insegna!Secondo quesito:       "La parola ‘risultati’ rievoca il punteggio finale di una partita o gli esiti di una valutazione circa l’evoluzione tecnico-comportamentale dei nostri calciatori"?In ambiente dilettantistico, impostato ovviamente in maniera ben diversa da quello professionistico, l’errore che un istruttore/allenatore non deve commettere è quello di danneggiare il bambino in quanto individuo; paradossalmente è accettabile un errore tecnico nei confronti del calciatore: pazienza!, il processo di sviluppo tecnico sarà rallentato; non è invece in alcun modo giustificabile un errore, sostanziale o formale che sia, nei confronti del piccolo uomo.L’allenatore non deve utilizzare la squadra che allena come mezzo per realizzarsi in prima persona; deve essere invece la guida, poco appariscente, grazie alla quale i ragazzi si esprimono confrontandosi con se stessi e con gli altri 

Postpartita.              

Solitamente, dopo una partita, l’Allenatore è teso, il volto evidenzia in genere le tensioni della partita.Se le cose sono andate bene, gli occhi brillano di felicità, è giustamente euforico come del resto tutto l’ambiente.Se le cose sono andate male, generalmente lo si vede teso, abbattuto, triste, alcuni hanno un atteggiamento diverso, rimangono in silenzio ed il loro cruccio traspare dallo sguardo assente ed abbattuto..E’ evidente che stiano rivivendo le azioni della partita che hanno causato la sconfitta.Esaminare questi comportamenti non è per nulla facile, c’è chi si calma dopo poco, chi sa dominarsi, chi rimane sovreccitato per molte ore, ognuno si comporta in base al proprio carattere.Anche se è molto difficile, sarebbe opportuno tenere un atteggiamento equilibrato senza eccessi, sia dopo una vittoria che dopo una sconfitta.A fine gara non si deve dare la colpa agli arbitri se non si è vinto, anche se si è intimamente convinti di essere stati danneggiati.

 Il vittimismo è una delle peggiori malattie del calcio, non risolve nessuna situazione e porta solo alla commiserazione.Altra cosa da evitare è criticare i giocatori se le cose sono andate male, tanto meno rilevare errori o peggio ancora urlando loro in faccia tutta la propria rabbia, colpevolizzandoli, poiché la responsabilità primaria è dell’Allenatore e scaricarla su altri significa solo dilapidare quella fiducia che l’Allenatore si è costruita intorno.                        In quel momento poi i nervi sono tesi ed è facile avere reazioni incontrollate da ambo le parti.Le critiche e l’analisi della partita vanno fatte a mente fredda con il primo allenamento settimanale, quando lo stato d’animo ed i nervi sono diversi. 

    In quel momento i giocatori accettano qualsiasi rimprovero in quanto sono nello stato d’animo adatto per accettare anche le critiche più dure.                  Si parlerà della partita disputata, verranno messe a fuoco le varie situazioni e rivissute le cose più importanti.A tale scopo sarebbe utile per un Allenatore prendere appunti ( ricordarsi particolari situazioni) durante la gara, sugli errori che hanno creato situazioni difficili per la propria squadra in modo da poterne discutere, diventando così un utile insegnamento per il futuro.Se le cose sono invece andate bene non bisogna esagerare nell’entusiasmo, in quanto gli eccessi fanno sempre male.                                                                L’euforia è una droga pericolosissima, specialmente nel mondo dilettantistico, dove spesso i risultati scaturiscono da colpi individuali e casuali.Nei successivi allenamenti si comincerà a richiamare l’attenzione sulla prossima avversaria, che si andrà ad incontrare la Domenica successiva, cercando di mettere in evidenza le sue caratteristiche singole, tattiche e di gioco.Questa analisi diventa importante in quanto i giocatori cominciano a concentrarsi e caricarsi, e, perché sia valida, non deve essere superficiale ma incisiva: una vera e propria radiografia della squadra avversaria.                                               Nell’ultimo allenamento o alla Domenica l’Allenatore dirà la formazione che entrerà in campo all’inizio cercando di dare ad ognuno la giusta carica ed i comportamenti tecnico-tattici giusti in base alle caratteristiche degli avversari.Nello stesso tempo entrano in ballo le qualità psicologiche dell’Allenatore nel tenere concentrati e pronti ad entrare in campo con il massimo impegno i giocatori esclusi dai primi undici. Il Ruolo del tecnico nel settore giovanile e scolastico, è un fattore molto importante per l'allievo.       Al momento di accogliere i neofiti bisogna saper conquistare la loro fiducia ma in quale modo? 

1) Dimostrandosi sempre sereno, dimostrando a loro una forte passione dello sport e cercando di trasmetterla.

2) Creando un ambiente allegro dove i ragazzi si divertono senza creare distinzioni.

3) Divertendoli con giochi di facile comprensione e applicazione.

4) Variando in modo continuo l'allenamento in modo che i ragazzini non si annoino.

5) Utilizzando un dialogo adatto alla loro età evitando paroloni. 

Principalmente è necessario: 

- garantire una sufficiente frequenza di stimoli specifici

- avere sempre una valida motivazione

- instaurare un ottima relazione istruttore  - allievo

Per fare questo consiglio di usare:

- più obbiettivi didattici da seguire in ogni lezione

- l' utilizzo di esercizi polifunzionali

- l' alternanza di metodi induttivi e deduttivi

- lo sviluppo di un programma annuale.

All' allievo bisogna dare una formazione più completa possibile promovendone anche i valori umani.Sotto il profilo esteriore al bambino deve essere offerta la possibilità di poter fare da se, libero da imposizioni altrui, addestrando il proprio corpo all' abilità, alla padronanza di se e alla fiducia delle proprie energie.Sotto il profilo interiore il calcio è un' occasione per irrobustire la volontà. Il gioco del calcio è una attività ideale per l'acquisizione di abiti morali come l' obbedienza, il rispetto, l'onore, il dominio di se, l'umiltà della sconfitta, la realtà .Con l' ingresso nella categoria esordienti (11- 12 anni) l' obbiettivo da perseguire è quello di una prestazione sportiva ottimale. Bisogna quindi lavorare molto sul miglioramento delle abilità tecniche e tattiche che possono incrementarsi in maniera notevole. Ricordo che al giorno d' oggi il più delle volte il bambino che ci ritroviamo davanti non è più quello di un tempo.

- Aumento delle ore trascorse a scuola senza un correlato aumento delle ore di educazione fisica

- Diminuzione degli spazi dove poter giocare senza pericoli

- Sensibile aumento delle ore passate davanti alla televisione, computer e videogiochi.

Il tutto fa si che il bambino non ha si è più creato da solo quel bagaglio motorio e tecnico che era veramente prezioso, sarà nostro compito crearlo partendo da zero. 

Eccovi un esempio un esempio di obbiettivi programmati generali: 

disciplina generale

- coordinazione generale degli arti

- agilità,rapidità e velocità di movimento

- conoscenza eapplicazione dei fondamentali

- applicazione,con tecnica di grupo dei concetti di ricezione, conduzione e trasmissione

- applicazione del concetto di collaborazione

- sviluppo del concetto di marcamento e smarcamento- situazione 3c3; 3c2; 7c7

- insegnamento di leggeri concetti di alimentazione  

 
  

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