| Sciopero contro i papa' ultra'
Finalmente il calcio può insegnare i valori veri dello sport ai bambini. La verità di questa strana storia di Natale la racconta Michele Mango, ds della scuola calcio "Ponte a Elsa" e artefice di questo contributo al fair play. Ecco il racconto di Mango: “Il 12 dicembre ci siamo ritrovati a cena per i consueti auguri. Abbiamo fatto nascere la scuola due anni fa per dare ai ragazzi uno spazio tutto loro. Ma anche per insegnargli il valore della beneficenza. Il 12, dunque, eravamo tutti riuniti e dovevamo destinare la somma che avevamo raccolto, 1.100 euro, alla Fondazione Cuore di bimbo. Ma, visto l’accanimento che avevamo verificato (durante le nostre partite) contro gli arbitri, considerato che c’erano stati anche episodi gravi con genitori che erano addirittura venuti alle mani, abbiamo detto basta. E proprio in quella sede abbiamo lanciato l’idea dello sciopero. Sabato 15 e domenica 16 ci fermiamo...La cosa difficile poteva essere farlo capire proprio a loro, ai bambini che vivono per il calcio, ma per quello vero. Abbiamo bambini del 1995 fino al 2002. I più piccini quando gli abbiamo detto che non si giocava hanno gridato: Nooo. Ma poi hanno ascoltato. Una discussione di trenta minuti. E loro attentissimi. Alla fine erano tutti d’accordo”. Sì allo sciopero, dunque, perché anche loro non ne possono più di queste litigate, di questa tensione.Il nostro obiettivo è quello di far aprire gli occhi ai genitori dei nostri ragazzi, affinché smettano di trasmettere valori negativi per i figli. Il calcio è bello perché è un gioco e i bambini vogliono solo giocare. Non gli interessano le risse verbali e le polemiche. Sognano il calcio, un pallone, fantasia e serenità”. Spesso ci si chiede che esempi si diano ai nostri giovani quando gli si fa vedere scene come quelle che, troppo spesso, si vedono sui campi di calcio. Siamo noi che dobbiamo imparare da loro, siamo noi che dobbiamo prendere esempio dai loro comportamenti. |
Comments