Arona e Borgomanero…separazioni in attoSeparazioni o fusioni?
Voci sempre più insistenti dicono di una probabile separazione tra l’Arona di Ivano Castelli e Gianluca Paiaro e il Golinpar di Angelo Bagaini.
Ormai da molto tempo che non ci sia più intesa e sembrerebbe che un consensuale divorzio sia l’unica soluzione possibile, anche se ancora non si sa come finirà la separazione per quanto riguarda i termini economici e di suddivisione squadre.
La soluzione sicura è che la juniores e la prima squadra, andranno alla coppia Castelli- Paiaro, mentre gran parte del settore giovanile andrebbe a Bagaini che vorrebbe addirittura formare una nuova società con un nuovo presidente Pasquale Trovamala, aiutato dal nuovo coordinatore tecnico Davide Frigerio ed è probabile anche un nuovo nome alla società che potrebbe chiamarsi Borromeo calcio.
A pochissimi km di distanza cè un'altra separazione in atto: quella tra il duo Vezzola Cherchi responsabili del settore giovanile del Borgomanero e l’attuale “prima squadra”, è da mesi ormai che si sa che non ci sarà un futuro insieme. Sembrerebbe che Vezzosa e Cherchi, oltre a poter tornare alla loro creazione “Accademia Junior Borgomanero”, sarebbero disposti a vagliare anche nuove opportunità per continuare a crescere, decisi a lasciare aperte tutte le porte, anche se sembra molto improbabile un accordo con l’Arona di Castelli, che sembrerebbe, voler mantenere (Bagaini permettendo) anche il settore giovanile.
Fontaneto Pratese 3 a 1Buona gara dei pulcini di Ceratti
Con la gara degli Esordienti Fontaneto-Marano rinviata a periodi più caldi, il turno infrasettimanale ha visto protagonisti a Fontaneto i Pulcini di Ceratti opposti alla Pratese; serviva un riscatto dopo la prova incolore di Orta e i giallorossi sono riusciti nell'intento, vincendo per 3-1, ma palesando ancora limiti dal punto di vista psicologico.
Il primo tempo ha visto i padroni di casa realizzare due gol senza subirne alcuno; autori delle reti Grossini (su punizione) e Rabozzi (che concretizzava uno splendido contropiede impostato da Erik Zanoni), risultato alla fine uno dei migliori.
Nella seconda frazione, il Fontaneto passava subito in vantaggio con Lepiani che approfittava di un'ingenuità della difesa arancionera per battere di potenza il portiere; ma dopo appena due minuti Ronco si faceva sorprendere su un diagonale dalla destra e da quel momento si assisteva a tanti passaggi sbagliati che non rendevano certo piacevole il pomeriggio.
Nell'ultima frazione il Fontaneto chiudeva i conti, prima grazie ad una precisa punizione di Grossini che imbeccava sul secondo palo Daniel Zanoni, abile ad infilare di testa, e poi col secondo gol personale di Rabozzi.
F.C. Inter a SunoL’ Inter a Suno
Venerdì 12 Marzo 2010 si è conclusa la serie di appuntamenti formativi che F.C. Inter ha organizzato in quel di Suno.
Durante il corso, rivolto essenzialmente ad istruttori e addetti ai lavori dell’ Attività di Base ed articolato su incontri specifici di natura sia teorica che pratica, sono intervenuti in qualità di “docenti”, nell’ ordine e a partire dal 22 Febbraio, Stefano Bellinzaghi (Allenatore Giovanissimi Regionali B – Inter), Massimo Giuriola (Allenatore Pulcini Regionali – Inter) e Fabio Pesatori (Allenatore Pulcini B – Inter).
Alla presenza di Roberto Samaden (Responsabile Tecnico Settore Giovanile Inter), Giuliano Rusca (Responsabile Tecnico Attività di Base Inter) e Luigi Giannini, già colonna del glorioso Novara Calcio ed ora apprezzatissimo osservatore dell’ Inter, la bellissima iniziativa del Club Campione d’ Italia ha vissuto il proprio epilogo in un’ emozionante ed intensa dimostrazione pratica, sotto la guida esperta di Fabio Pesatori, da parte dei Pulcini 2000 del Suno FCD, a cui vanno i nostri migliori complimenti per avere intrattenuto il folto pubblico presente con due ore di esercizi dai ritmi serratissimi durante i quali sono emerse indubbie doti tecniche ed atletiche, oltre a lodevolissimi impegno e concentrazione.
Roberto Samaden ha inoltre tenuto a precisare che il Suno FCD, al pari degli altri 5 Centri di Formazione presenti sul territorio italiano, è da considerarsi a tutti gli effetti una Società Inter, nell’ ambito della quale vengono applicati i medesimi modelli organizzativi, ma soprattutto gli stessi metodi di insegnamento ed una condivisa filosofia sportiva.
Si tratta senz’ altro di grande e rinnovato motivo di orgoglio per il Suno FCD e per tutti coloro che contribuiscono con impegno e passione alla crescita continua della Società ed alla buona riuscita di questo ambizioso progetto.
p.n.
Omegna Ramatese giovanili insieme
|
Omegna Ramatese giovanili insieme
Omegna calcio con l’organizzatissimo settore giovanile della Ramatese daranno il via a partire della prossima stagione sportiva, ad un fortissimo settore giovanile che sarà un punto di riferimento per la città di Omegna e zone limitrofe.
In quest’ottica è stato firmato un accordo tra le due società, tra i presidenti Vittorio Bellosta dell’Omegna e Giovanna Menzaghi della Ramatese accordo di collaborazione tra i due settori giovanili.
L’accordo ha il principale fine di costruire un settore giovanile competitivo che dia a tutti gli iscritti una possibilità di crescita sotto il punto di vista sportivo ed educativo. Il collegamento tra le due società, sarà garantito da uno staff di persone in pari numero da entrambe le società. Questa collaborazione, porterà ad avere un settore giovanile con tutte le squadre per annata, dai primi calci agli allievi. Per l'Omegna calcio l'accordo rappresenta un momento cercato con forza, decisivo nello sviluppo del settore giovanile come strumento calcistico e sociale del club per la città e la zona del Cusio Da quando la nuova società ha iniziato la sua attività, nel 2005, e si è rinforzata con l'arrivo del Presidente Bellosta, lo sviluppo del settore giovanile costituisce una priorità a cui non si può farne a meno.
L'accordo è stato depositato presso la Federazione Italiana Giuoco Calcio Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta.
|
|
|
|
Quelli che...fanno calcio
Quelli che… fanno calcio
L'obiettivo di questa iniziativa è quella di propagare e pubblicizzare il lavoro di tutte le società sportive (piccole e grandi) che operano sul territorio.
Attività il più delle volte svolta lontano dalle "luci della ribalta", in contesti di spazi precari e condivisi da più squadre contemporaneamente, con mezzi tecnici e finanziari molto limitati.
Ma il dato statistico più importante ed in contrapposizione con le difficoltà logistiche sopra elencate è l'elevato numero di bambini e ragazzi iscritti al Settore Giovanile Scolastico che rendono il movimento calcistico giovanile decisamente importante.
Da qui l'idea è di ampliare la portata di CalcioRagazzi.it e di cercare di farlo diventare un punto di riferimento importante nel mondo virtuale sia per le società che i dirigenti, oltrechè un mezzo informativo per i genitori ed ragazzi delle nostre province.
In questo spazio del sito ogni società potrà quindi inserire gratuitamente,qualsiasi tipo di materiale inerente il proprio gruppo sportivo:foto,accenni sportivi,eventi o tornei che la Società desidera promuovere e pubblicizzare, contatti email o telefonici per poter comunicare in maniera diretta ed attiva con il referente della società in questione.
Omegna Ramatese giovanili insieme
F.C.Inter a Suno
Passaparola
"Passaparola"
L'intento di questa nuova rubrica è quello di cercare di incrementare le visite al sito di CalcioRagazzi.
Ogni 15 giorni,il campionato più cliccato (quello con più visite) verrà analizzato in maniera dettagliato con classifiche e statistiche aggiornate (da quella generale a quella specifica dei marcatori),commenti ed interviste con gli allenatori ed i dirigenti del torneo che finisce sotto la lente d'ingrandimento" di CalcioRagazzi.
Riassunto della juniores regionale A
Riassunto della Juniores reg.AOggi si parla della Juniores regionale girone A , che con 1900 visite è in testa alla classifica dei gironi più visitati.
Sabato 27 febbraio si è conclusa la ventesima giornata, che vede in testa fin dalla prima giornata il Verbania di mister Bolzoni, squadra con parecchi giocatori classe 1993 e dotata di due fortissimi bomber in testa alla classifica marcatori del girone: si tratta di Tiboni 19 e Romano con 15 reti all’attivo;
Un altro punto di forza, è la velocità nelle ripartenze che è l’arma migliore di questa giovane squadra, che fino al sabato precedente, era ancora imbattuta e che ha trovato la prima sconfitta ad opera dell’Arona di mister Luca Porcu , squadra giovane anche questa con tutti i suoi componenti classe 1992 forti tecnicamente e ben orchestrati dal suo allenatore, a mio modo di vedere è la squadra che vanta la miglior qualità nel gioco collettivo.
L’Arona, Baveno, Oleggio,e Pombiese, sono ancora in lotta per il titolo con l’ultima l’Arona a solo 6 lunghezze dalla capolista.
Al secondo posto a soli 3 punti c’è il Baveno di mister Sena, squadra “vecchia” quasi tutti 1991, che vanta oltre ad un anno in più di esperienza , una gran forza fisica e atletica dei suoi giocatori, capaci sabato, grazie anche a queste doti di battere di misura su punizione,un Gozzano che ha fatto una delle sue migliori prestazioni non riuscendo però, quasi mai a trovare la porta, formazione questa dei mister Locci e Piras con un discreto gioco di squadra, una buona difesa, ma penalizzata un po’ in attacco; il suo miglior realizzatore Audi a soli 7 centri.
Al terzo posto ma con una gara da recuperare, l’Oleggio di mister Forzani, formazione tosta e ben guidata da un signor allenatore, che fa della compattezza del gruppo la velocità e un buon gioco, un'altra delle compagini in lotta per il titolo. La Pombiese di mister Rossini, un altro giovane gruppo tutti 1992 forti tecnicamente e con un bel gioco di squadra, sono un pò staccati in classifica, ma con 2 gare da recuperare è una altra delle5 compagini che si giocheranno il titolo fino alla fine.
A metà classifica con il Gozzano, il Valdossola di mister Sottini, classica squadra ossolana che combatte e non molla fino alla fine. Dalla metà classifica in giù il Marano di mister Zurlo,squadra imprevedibile capace di pareggiare con la capolista e con l’Arona e di perdere partite assurde. A scendere in classifica si trovano il Vaprio ,la Castellettese e il Cureggio di mister Di Nuzzo, con la sua squadra “ereditata” a circa metà campionato, formazione ostica, difficile da affrontare che nelle ultime giornate a fatto e farà sudare tutti per riuscire a batterla.Più giù la Sunese di mister Monfrinoli,squadra nuova e giovane, partita abbastanza bene ma che nel ritorno non riesce a trovare la continuità di gioco e di risultati,a causa anche del aver perso qualche giocatore importante vedi il centrocampista Caporale passato al Legnano.
L’Omegna squadra partita con ben altre ambizioni e vista in campo meriterebbe sicuramente un posto diverso in classifica e per finire lo Stresa squadra giovane che farà sicuramente meglio la prossima stagione.
A 7 giornate dal termine(6 più un recupero)5 squadre a contendersi il titolo fino all’ultima giornata, se dovessi scommettere, punterei sull’Oleggio, con i dovuti scongiuri di mister Forzani.
Buon CalcioRagazzi a tutti
Massimo Locci
JUNIORES Regionale
|
Girone A
|
|
Classifica
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Squadre
|
P
|
G
|
Vinte
|
Pareggiate
|
Perse
|
F
|
S
|
|
VERBANIA
|
46
|
19
|
14
|
4
|
1
|
62
|
23
|
|
BAVENO
|
43
|
19
|
14
|
1
|
4
|
54
|
20
|
|
OLEGGIO
|
42
|
18
|
13
|
3
|
2
|
46
|
17
|
|
ARONA
|
40
|
19
|
12
|
4
|
3
|
46
|
21
|
|
POMBIESE
|
36
|
17
|
11
|
3
|
3
|
42
|
16
|
|
VALDOSSOLA
|
30
|
19
|
8
|
6
|
5
|
38
|
17
|
|
GOZZANO
|
29
|
19
|
8
|
5
|
6
|
36
|
27
|
|
MARANO
|
21
|
19
|
5
|
6
|
8
|
33
|
39
|
|
VAPRIO
|
17
|
18
|
5
|
2
|
11
|
24
|
46
|
|
REAL CUREGGIO
|
17
|
19
|
5
|
2
|
12
|
26
|
46
|
|
CASTELLETTESE
|
16
|
19
|
5
|
1
|
13
|
19
|
48
|
|
SUNESE
|
14
|
18
|
4
|
2
|
12
|
16
|
40
|
|
OMEGNA
|
12
|
18
|
3
|
3
|
12
|
21
|
43
|
|
STRESA
|
5
|
19
|
1
|
2
|
16
|
14
|
74
|
Un calcio al razzismo
Trofeo città di Arco…un calcio al razzismo
La considerazione conquistata dal torneo Città di Arco – Beppe Viola nel firmamento nazionale del calcio giovanile non deve servire solo come uno sterile motivo di compiacimento per i traguardi raggiunti, per i numerosi talenti che hanno sfruttato questa ribalta nel migliore dei modi per sfondare nel mondo del calcio che conta.
Una manifestazione del genere, infatti, deve avere anche delle responsabilità direttamente proporzionali alla sua fama e quindi porsi come soggetto attivo in una campagna per la quale, fino ad oggi, si è sprecato solo dello sdegno formale.
Parliamo della dilagante piaga del razzismo che, ormai da tempo, non è solo un fatto di malcostume che riguarda sportivo di nome ma non di fatto che popolano le curve dei grandi stadi. Episodi di intolleranza, infatti, si registrano quasi settimanalmente anche nei campionati minori, nei campetti di periferia, e vedono protagoniste persone che, teoricamente, non dovrebbero avere alcuna parentela con gli ultras, mascherati come banditi, che popolano le curve.
Parliamo di allenatori, ma anche di genitori e dirigenti, quasi a voler sottolineare che il razzismo è un morbo subdolo che si annida nelle coscienze anche di chi, per definizione, dovrebbe essere un educatore.
Un male quindi che non riguarda solo lo sport, ma che lo sport, attraverso le sue espressioni più fresche e più spontanee può contribuire a sconfiggere con una presa di posizione forte.
Un primo messaggio partirà dai campi che ospiteranno gli incontri del Torneo Città di Arco – Beppe Viola, dopo che anche nella rassegna riservata ai Pulcini c’è stato un primo segnale importante con 64 palloncini colorati, uno per ognuna delle squadre partecipanti, che sono stati liberati in aria durante la manifestazione inaugurale allo stadio di via Pomerio. Un messaggio, commentato nel significato dallo speaker, che ha fatto da staffetta a quanto è stato programmato, sul tema, per il torneo degli allievi che inizierà giovedì 4 marzo prossimo per concludersi il martedì successivo, 9 marzo.
Per l’occasione i ragazzi di ciascuna delle sedici squadre partecipanti saranno chiamati a elaborare un proprio messaggio che verrà poi trasferito su pergamena e, prima del calcio d’inizio di ogni partita, affidato ad un palloncino che verrà liberato in cielo. Saranno i capitani, sotto gli occhi dell’arbitro designato, ad assumersi il compito di legare al filo del palloncino il piccolo rotolo di pergamena nella speranza che il loro messaggio salga in alto, il più possibile, e soprattutto arrivi dove non si è ancora capito che lo sport deve unire, deve avere la stessa spinta ideale, al di là della razza e del colore della pelle.
Le origini del calcio
La storia del calcio
L'antico Giappone col kemari e l'antica Cina con il tsu-chu vantano i più remoti precedenti del gioco del calcio (le tradizioni locali parlano di un migliaio di anni prima di Cristo, ma altre fonti collocano il tsu-chu molto più indietro, attorno al 2600 a.C.). Comune ai due sport era l'uso dei piedi, la presenza di una "porta" rudimentale (definita da due alberi o aste di bambù) e l’utilizzo di una palla. Il termine chu indica infatti una palla di cuoio realizzata con la vescica di animale gonfiata, oppure riempita da capelli femminili. Nel Cinquecento c. a.C. il tsu-chu faceva parte dei programmi di addestramento militare dell'esercito ed era pertanto finalizzato, come molti altri esercizi, all'efficienza fisica dei soldati.
Il gioco del calcio, così come lo conosciamo, è però ufficialmente nato in Inghilterra con la nascita della Football Association, il 26 ottobre 1863. È proprio in questa data che nasce il calcio moderno. Da qui il calcio assume una sua ben distinta fisionomia, distinguendosi dal rugby (anche se la separazione tra i due sport non fu subito così radicale), soprattutto per quel che concerne l'uso delle mani.
Il 26 ottobre del 1863 l'elaborazione plurisecolare del gioco si fissa in un atto ufficiale: undici dirigenti di club e scuole londinesi, riuniti nella Free Masons Tavern sulla Great Queen Street, fondano la Football Association.
Fin dalla sua nascita, il calcio ebbe un grande successo, sia per la semplicità delle regole, che per il dinamismo insito nel gioco stesso.
Un altro passo importante verso il professionismo fu compiuto nel 1897, quando venne istituita a Londra la prima associazione di giocatori britannici, che si sarebbe trasformata poi nella potente PFA (Professional footballer’s association).
Con la nascita della federazione inglese, furono stabilite una serie di regole con lo scopo di mettere ordine e portare lealtà tra i giocatori. Per impedire che alcuni giocatori stazionassero lontano dalla palla, fu introdotta la regola del “fuorigioco” che risulterà determinante per l’evoluzione del gioco: erano in posizione irregolare tutti coloro che si trovavano davanti alla linea della palla in tutto il campo.
Nel 1886 questa regola fu modificata ulteriormente: il giocatore si trovava in posizione regolare, quando aveva almeno tre giocatori tra lui e la porta avversaria su tutto il campo.
Questa modifica venne attuata poiché notificò la nascita della tattica calcistica, primo tentativo di organizzazione di un gioco di squadra per sfruttare il movimento degli attaccanti.
Infatti l’introduzione di questa regola portò alla nascita di vari “sistemi” di gioco, caratterizzati dalla disposizione dei giocatori sul campo e dai compiti a loro assegnati. I primi schieramenti (1866), con l’introduzione del portiere, erano 1 – 10 o 1-1-9; in seguito, nel 1980, il Nottingham Forest varò il famoso sistema piramidale: 1 – 2 – 3 – 5.
Nel 1871 fu concesso per la prima volta al portiere di prendere la palla con le mani. Ma già dal 1862, data di separazione del calcio dal rugby, nessun giocatore poteva toccare la palla con le mani, se non per riprendere il gioco a partire dalla rimessa laterale.
Nel 1875 furono definite le misure delle porte: 7,32 metri di larghezza e 2,44 metri d’altezza e successivamente furono definiti anche il peso e dimensioni del pallone: esso doveva essere di cuoio (o altro materiale approvato), con una circonferenza massima di 70 cm e minima di 68; il peso massimo era di 450 grammi (il minimo di 410). La pressione all’interno del pallone doveva essere compresa tra le 0,6 e le 1,1 atmosfere.
Sempre nello stesso periodo si stabilirono le dimensioni del campo: la lunghezza minima era fissata in 90 metri, quella massima in 120; la larghezza minima era di 45 metri, la massima di 90. Furono comunque molte le regole attuate in questo periodo in Inghilterra, anche se in tutta Europa prendeva piede un gioco del calcio diverso a seconda del paese di origine.
Nel 1904, grazie ai rappresentanti di sette diverse Associazioni nazionali (Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Danimarca, Svezia e Spagna), nasce a Parigi la FIFA “Federation Internazionale de Football Association”, cioè la più importante lega calcistica esistente al mondo. Con la costituzione di questa federazione si voleva rendere unico il calcio, attraverso lo stesso regolamento. La stessa F.I.F.A. diventa l’unico ente in grado di modificare le regole di gioco, dando notevole credibilità ed impulso alla crescita del calcio.
Dalla data di nascita della FIFA, fu possibile organizzare partite tra squadre e rappresentative di Nazioni diverse. Si giocarono da prima solo partite amichevoli, poi competizioni di grande interesse, con pubblico e sponsor a seguire, giungendo agli attuali campionati Mondiali, che si giocano ogni quattro anni.
Attualmente la FIFA ha in ogni continente una diversa appendice che regola i campionati continentali per Nazioni e per club. Per l’Europa, l’organizzazione con sede a Nyon in Svizzera è l’U.E.F.A.
In Italia il calcio viene gestito dalla F.I.G.C. (federazione italiana gioco calcio), la cui sede centrale si trova a Roma.
Nel 1907, per evitare l’azione ostruzionistica determinata dal sistematico avanzamento dei difensori, viene apportata un’ulteriore modifica alla regola del fuorigioco. Tale cambiamento, con l’introduzione del passaggio in profondità e l’inizio delle triangolazioni tra i vari reparti, porta ad un maggiore respiro del gioco offensivo.
Nel 1925, su proposta della Federazione Scozzese, l’International Board, si porta da 3 a 2 il numero di giocatori utili per far scattare la regola del fuorigioco. Il vantaggio in fase offensiva porta alla nascita di nuovi sistemi di gioco, tra i quali, il più famoso è il W M. Altri sistemi famosi sono stati l’ 1 – 3 – 2 – 3 – 2 della grande Ungheria di Puskas e l’ 1 – 4 – 2 – 4 delle nazionali Sud Americane, soprattutto quella del Brasile dei fratelli Santos, Garrincha e Pelé, che vinse i Campionati Mondiali nel 1958 e dominò anche negli anni successivi.
Il prevalere delle difese e la regola del fuorigioco, hanno portato al miglioramento tecnico-tattico dell’attacco e della difesa.
Il sistema WM è stato messo in crisi dall’introduzione dei due attaccanti fissi: per rinforzare la difesa è stato modificato l’assetto difensivo del VM attraverso un sistema di gioco che affidava al “libero” il compito di coprire i suoi compagni di difesa in difficoltà.
Nel 1963 Helenio Herrera schierava con la maglia numero 6 il libero, mentre gli altri difensori marcavano a uomo, con il solo terzino che poteva spingere in attacco per concludere a rete.
Negli anni 70 ci fu l’avvento del cosiddetto “calcio totale” della Nazionale Olandese: non esistevano più limiti agli spostamenti dei calciatori e attraverso l’interscambialità dei ruoli ogni giocatore poteva inserirsi negli spazi vuoti. Spettacolare era l'applicazione della tattica del fuorigioco adottata dagli arancioni nel corso del torneo. Questa tattica finiva con lo stroncare sul nascere gran parte delle azioni offensive della squadra avversaria: con rapidità e sincronismo notevoli, i difensori olandesi scattavano improvvisamente, convergendo verso l'avversario in possesso di palla; il malcapitato di turno cercava allora di liberarsi della sfera, servendola in avanti verso i propri compagni, che però venivano a trovarsi macroscopicamente in posizione irregolare. Quando questa tattica non funzionava alla perfezione, venivano alla luce le doti di velocità e la scelta di tempo di Jongbloed, portiere non certo irresistibile tra i pali, ma sempre prontissimo ad abbandonare la propria area di rigore per trasformarsi in un perfetto libero, sbrogliando così situazioni pericolose per la sua porta.
L’ innovazione del calcio totale ha portato alla nascita della difesa a “zona”, ma questa è storia dei nostri giorni.